dati protesi ginocchio e anca in Italia

I numeri delle protesi di ginocchio e di anca in Italia

I dati del Registro Italiano di Artroprotesi

 

La gonartrosi e la coxartrosi

 

La gonartrosi (o artrosi del ginocchio) e la coxartrosi (o artrosi dell’anca), insieme a tutte le patologie degenerative dell’apparato muscolo-scheletrico, rappresentano una importante causa di limitazione funzionale e disabilità in tutto il mondo (si stima che il 20-33% della popolazione mondiale abbia una patologia degenerativa muscolo-scheletrica). I soggetti più colpiti sono ovviamente i pazienti anziani in sovrappeso e con scarsa mobilità, con tendenza ad un aumento proporzionale all’aumento della vita media dell’uomo.

 

L’aumento degli interventi di protesi del ginocchio e dell’anca

 

E’ oramai dimostrato che l’impianto di una protesi di ginocchio o d’anca contribuisca significativamente a migliorare la qualità di vita dei pazienti e risolverne il dolore. E’ altresì dimostrato che tali procedure siano gravate, come tutti gli interventi chirurgici, da delle complicanze maggiori e minori che possono verificarsi in percentuali variabili tra il 1 ed il 3%. In Italia si è stimato che il numero di interventi di protesi di ginocchio e di anca è in continua crescita: si è passati da 103.000 interventi nel 2001 a oltre 190.000 nel 2016 (sono inclusi anche gli interventi per protesi di spalla e caviglia).

 

Il Registro Italiano di Artroprotesi

 

Al fine di monitorare il trend di crescita, il numero e la tipologia degli impianti protesici, a partire dai primi anni 2000 alcune regioni italiane hanno iniziato a catalogare i dati relativi alle artroprotesi impiantate, inizialmente per l’anca, successivamente per tutte e altre articolazioni. A partire dal 2005, su indicazione dell’Istituto Superiore di Sanità, tale registro è diventato nazionale e si è costituito il Registro Italiano di Artroprotesi, che raccoglie i dati relativi a tutte le protesi articolari impiantate sul territorio nazionale. Dai risultati ottenuti sono emersi degli aspetti molto interessanti dai quali emergono punti di riflessione: in primo luogo in circa la metà degli ospedali che eseguono protesi di ginocchio e di anca, vengono eseguiti meno di 50 impianti all’anno, dando così la possibilità di avere un maggior numero di complicanze. Da qui sorge spontanea una domanda: perché non concentrare tali interventi in un numero ristretto di ospedali, aumentando così la casistica, l’esperienza degli operatori e riducendo il numero di complicanze? In secondo luogo, è emerso che per gli interventi di anca, ginocchio e spalla assistiamo ad una vera e propria mobilità interregionale, dal Sud al Nord Italia.

Per quanto riguarda la distribuzione degli interventi in relazione alla sede anatomica, l’anca resta ancora l’articolazione più operata (56,3%) seguita da ginocchio (38,6%), spalla (3,9%), caviglia (0,3%) e altre articolazioni (0,9%).

In Italia sono più di 700 le strutture che eseguono interventi di protesi del ginocchio o dell’anca. La diagnosi più frequente è sicuramente l’artrosi primaria, o idiopatica: ne soffre circa il 60% dei pazienti che hanno subito un intervento di protesi dell’anca e circa il 95% di quelli che hanno subito un intervento di protesi del ginocchio. Solo nel 30% dei casi viene impiantata una protesi dell’anca per una frattura del femore. Per quanto riguarda invece le revisioni delle protesi d’anca e di ginocchio, le infezioni sono state la diagnosi primaria nel 7.7% delle protesi d’anca e nel 27% delle protesi di ginocchio.

Per quanto riguarda invece le tecniche di fissazione della protesi all’osso del paziente, ci sono importanti differenze: la protesi di ginocchio è cementata (prevede cioè l’uso del cemento per fissarla all’osso) nel 62% dei casi, mentre la protesi dell’anca ha un ancoraggio biologico, cioè non prevede l’uso del cemento, nel 83% dei casi.  Un altro dato interessante è la distribuzione degli interventi in base al sesso: cioè le donne si operano più degli uomini, sia di anca che di ginocchio.

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Alessio Biazzo - Ortopedico Bergamo
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